Insomma stamattina sono andato a fare fotografie in una chiesa.
Ho scoperto questo centro, bonificato nella prima metà del novecento: una piazza neogotica in mattoni rossi che è un piacere.
Insomma a volte a poche decine di minuti da casa si trovano degli episodi di urbanistica e di architettura, per non parlare delle arti decorative, che nemmeno sappiamo.
Ho seguito il metodo Staniwlasky della ricerca storica: ho battuto la strada che poteva percorrere il frescante, quando la guerra aveva appena lanciato una piccola sassata da queste parti... Mi sono immerso in questo paesaggio di grano e cipressi, accostando i fossi e respirando l'afa del mezzogiorno di vecchia palude.
Allora, qualche mese fa passeggiavo per il South Bank di Londra, dalle parti del Blackfriars Bridge, e in un sottopasso vengo avvolto da questi suoni astrali. Celesti nel riverbero del tunnel angusto. Un attimo e avevo perso la terra sotto le suole.
Non so cosa mi abbia fatto tornare in mente questo aneddoto. Forse l'istinto di dimenticare in fretta il volto di Buttiglione apparso in tivù. Insomma cerco su Internet il nome dello strumento che aveva chiuso London in un breve tunnel. Hang Drum.
Chiudete gli occhi, siete già in viaggio:
Splinder si è bloccato e continua a dirmi che nell'ultima settimana ho scritto un post e ricevuto 8 commenti. Comincio a non crederci più...
Domenica io e Stubborn partiamo. Stavolta sì, perché abbiamo già comprato i biglietti per il traghetto.
Così lunedì andiamo a vedere simpatici cetacei nel mar Ligure, e martedì salpiamo per Olbia.
Poi imparerò i tipici canti dei Tenores sardi e mungerò pecore. Lei toserà e imparerà a fare golfini.
Prenderemo il sole e sguattararemo allegramente tutto il dì.

Io sto leggendo un ottimo testo che consiglio ai belli e ai brutti: "Mercanti d'aura" di Alessandro Dal Lago e Serena Giordano. Cito:
[...] che cosa sono le opere tipiche dell'arte contemporanea? E poi, non rivelano un intellettualismo che con l'arte ha poco a che fare? Non saranno mosse pubblicitarie, trovate goliardiche, autopromozioni, provocazioni a buon mercato? Tutte domande che un celebre critico ha sintetizzato una trentina d'anni fa nella definizione delle opere d'arte contemporanee come «oggetti ansiosi» (o ansiogeni), di fronte a cui il pubblico si chiede se stia guardando un'opera o una porcheria, se non una presa in giro.
Tornati dalle ferie ci aspetta un'allegra gara di torte all'Osteria, in cui la piccola orchestra sollezzerà partecipanti e gozzoviglieri. Per maggiori informazioni vi invito a consultare il nostro MioSpazio.
Le altre novità sono che ho comprato una puntina nuova per il giradischi e che la Vespa ha superato il collaudo.
Buone vacanze a tutti
Allora aggiorno.
Non ho proprio voglia di scrivere... mi dispiace vedere le ragnatele sui muri, ma la pigrizia è più forte di ogni altra cosa. E comunque sono poco a casa. Sto aspettando che mi spediscano il portatile che ho ordinato, ma la cosa sembra andare per le lunghe...
La settimana scorsa siamo tornati da Madrid. Stavamo vicino alla stazione di Atocha, poco sotto il parco Retiro. In una settimana di birre ghiacciate, tapas e allioli abbiamo affrontato:
a) Paseo del Prado, Puerta del Sol, Plaza Mayor
-venditori peruviani di corna da renna e parrucche che ingenuamente credevo imitassero a perfezione il cinguettìo di diverse specie di uccelli, anche estinti, e non che avessero dei minuscoli fischietti in bocca- .
Tutta Madrid cinguetta. Agli incroci i semafori emettono suoni ornitofili per l'attraversamento dei non vedenti. La linea 8 del Metro invece segnala le fermate con il simpatico "Zin zin zin" di Bernard Herrman.
Madrid onomapoteica. onotamopeica. onopeica. onotomapeica.
b) Chueca
Ma quanti bei negozi da visitare con le amiche.. (ho già affrontato l'argomento qui)
Esistono anche i centri commerciali alternativi. Con il negozietto di prodotti da fumo, il negozietto vintage, il DJ all'ultimo piano che fa molto Swingin' Madrid. Tutto molto fricc.
c) Malasaña
Me gustas Malasaña Me gustas tu.
Lo scazzo dei baristi. Dietro al banco bevono. Fumano sigarette. Te li trovi sempre al bagno. Si sbagliano e ti servono la loro birra. Sempre e comunque a temperature bandite dalla Commissione del Freddo Lappone. Spiega tu che non ti piace il ghiaccio nel bicchiere se devi metterci la birra.
Se chiedi un Whiskey il pirata a la barra ti mostra un thumbler, allora chiedi la misura chupito, che corrisponde a tre whiskey in bicchiere piccolo. Poi non aspettatevi che uno non diventi molesto.
d) Palacio Real
OoOoooOoooOooohhhhh
e) Plaza de Toros
Secondo voi Manuel Caballero è un nome d'arte o all'anagrafe hanno messo la mano sul cuore quando è stato iscritto?
Al di là di questo, non vi consiglio le orecchie del maiale. No.
f) Film di Natale da vedere: El dia della Bestia (Alex De La Iglesia).
g) Andate a vedere Guernica. Sarò banale, lo sanno tutti. La più rappresentativa opera pittorica del XX secolo, e bla e bla e bla. Fermaticivisi davanti. Prima delle orecchie del maiale.
Ho il blocco dello scrittore.
Da piccolo pensavo fosse una macchina da scrivere. O qualcosa del genere, non ricordo bene. L'avevo letta in una storiella delle Giovani Marmotte: Qui, Quo e Qua che incontravano nei boschi il grande scrittore Giovanni Battitasti.
Qualche tempo fa ho visto a teatro Gianrico Tedeschi che recitava "Le ultime lune". Veramente bello. Bè, il protagonista -un anziano che viene portato in una casa di riposo- da piccolo voleva essere Qua.
Non è che su carta mi comporti meglio. Ho solo più buona volontà: mi siedo alla scrivania, prendo qualche foglio bianco su una faccia, una penna, magari un bicchiere. Spengo la musica, apro il mio quadernetto degli appunti, cerco la pagina dove avevo lasciato quell'idea a metà. A volte serve l'atlante, altre il vocabolario.
Poi magari riesco a scrivere una quartina, mi piace solo un accostamento di colori, lo cerchio, lo ricopio su un altro foglio, cestino la quartina e mi riprometto di sviluppare la nuova idea l'indomani.
E via dicendo.
Ogni volta poi mi dimentico il nome. Eremo di San Colombano. Ecco! Non Sant'Albano, Montalbano, San Belisario e via di giorni del calendario.
Incastrato nel nervo della roccia ti sorprende, quando la fatica della salita al Pasubio è ormai alle spalle, la Vallarsa si bagna di sole e la discesa tra i rami secchi dell'autunno si fa musica.
«...dietro il molo della Giudecca
la marina s'affoga alla spina...»
Siamo tornati.
Cinque giorni di riposo. Seduti davanti ad uno spritz a saziarci di questo orizzonte.
Dove il tempo è immobile. E tutto galleggia al ritmo lento dell'onda. Dolcemente accarezza le fondamenta e spruzza i piedi.
Allora, la s/Passat® è sì linda, ma non abile. Essendo che arrivava da Barcellona, deve aver subito un impatto sulla marmitta, e il feroce rombo che ne consegue non è di buon auspicio.
Inoltre:
A Pisa è tutto al completo.
Alle Cinque Terre non sappiamo.
A Parma come a Pisa.
Il mio Bancomat non è ancora arrivato.
...mmm...
Forse là non piove.
...mmm...
Qui sì.
L'itinerario sembra deciso, la s/Passat® è linda, ho comprato dei colorati vestiti leggeri e un cappello nuovo, Stubborn è più vacanziera che mai. La partenza lunedì, prima tappa Pisa. Da lì ci sposteremo, tenda materassino e fornello, a Levanto sopra le Cinque Terre. Infine pianteremo i picchetti a Parma e inciamperemo a Cremona e Mantova sulla strada del ritorno.
Viaggio tutto italiano e di meritato riposo. Anche un po' rinascimentale. Anche un po' balneare (da non crederci!).
Au revoir!
...ora che ci penso... ma si vedono balene nel mar Ligure?
Sì.Siamo stati a Vienna.Svolgerò di seguito un breve resoconto dei fatti.
Mi affido al mio compagno di viaggio nel caso qui si pecchi di realtà storica.
GIORNO PRIMOArriviamo alla Südbahnhof molto affamati, in orario. In treno, nel nostro scompartimento, quattro fanciulle avevano scartato davanti ai nostri occhi, nell'ordine: 2 tramezzini prosciutto e funghi, 2 panini al prosciutto e formaggio, 2 senduicis di pane nero con salame, formaggio e ortaggi, 2 filoni farciti con pollame e salse, 2 ciabatte ravvivate da cacciagione e primizie di vallata, 2 cammelli, quattro piedi di strudel per dessert.Avana e il m° Bosco ci aspettano sulla banchina e ci scortano alla magione del Cey, al 10. Bezirk, sud della città.Primo giro tra le amenità del capoluogo asburgico.OOOooOOoooOOOooOhhh...Bravi, molto bravi. Tutto bello. Tutto molto magniloquente. Visitati tutti i musei, il Kaiserhof, il parlamento, il municipio, altri edifizi. Molto bravi. Fuori dal municipio i chioschi e la pista di pattinaggio. Fuori dal municipio due giri e mezzo di Glühwein (si legga vin brulè da mezzo). Ci raggiunge Peter, pianista svizzero, si parla si ride si scherza. Cala il buio si va a mangiare. Centimeter VI.Knoblauchsuppe (zuppa d'aglio - da menzionare le precedenti quattro tartine di patè e fette d'aglio mangiate alla CeyHaus): un pitale di sano e corroborante consommè di aglio. Putenschnitzel (cotoletta di tacchino): due cotole da mezzo adagiate su un letto di Pommes Frites. Gli altri avventori si fanno portare un rotolo di alluminio per conservare il non ingurgitato e tirare di rendita la settimana successiva, noi si sceglie la strada più eroica. Becherovska, giusto per tentare l'effetto muriatico in stomaco. Andiamo a berci una birra.Localino. Bello, bravi, molto bene. Calcio balilla. Due birre. Gli autoctoni ci sfidano. Scene umilianti. Decisamente umilianti.REGOLE ASBURGICHE: si posano 50c sul vetro che copre il campo da giuoco, chiamando cortesemente la sfida; al proprio turno, ci si toglie il primo strato di indumenti; il centravanti NON può segnare; i ganci sono ammessi; triangolazioni, cross, uso del libero, simulazione di falli, simulazioni di subbuteo sono tutti AMMESSI. La velocità non è un discrimine. A loro non serve per umiliare.Tü-wi. Centro sociale che ama le basette. Con noi anche Trevigialisa.
Bla bla bla glu glu glu glu. Glu glu. M° Bosco esprime tutta la sua friulanità con le donne autoctone. Egli le respinge, nonostante i loro sforzi di farsi piacere. Un più all'uomo. Qualcuno mi ruba il pacchetto di sigarette. Ci raggiunge Pol. Bla bla bla glu glu glu. Il furto di sigarette mi turba. FlexE' il locale più famoso di Vienna, ci passano tutti. C'è un altro calcio balilla. Ma sappiamo dire no. Lasciamo la cappottaglia al guardaroba. Una rotula mi scappa via. La bella sala del Kunsthistorisches Museum esponeva le più belle tele del cinquecento nordico, da Bruegel il Vecchio a Martin Schöngauer. Tutto molto bello, mentre scrivevo le impressioni sul mio taccuinetto.
GIORNO SECONDOM° Bosco mi ha lasciato dormire da solo. Non importa. Ma così facendo sveglia Dottor M che esce di casa rischiando di perdersi. Sperava di farsi scippare le borse oculari, ma niente. Poco dopo l'alba, attorno alle cinque del pomeriggio, decidiamo quindi di visitare la città. Ci incamminiamo sulla strada, percorrendo gli stessi cento metri più volte in entrambe le direzioni, per non perdere alcun particolare. Turbati dalla nostra puntigliosità, decidiamo di prendere la metropolitana, e giungiamo, saggiamente, sul ponte sul Danubio.Questa fu poesia. Silenzio, il blu dell'aria al tramonto coperto, la neve che scende e si scioglie sull'acqua, ci avvolge il cuore.
Camminiamo nell'assoluto silenzio per qualche tempo, ma non arriviamo da nessuna parte, così torniamo alla metro. Arriviamo al Prater. Imbocchiamo a piedi la Praterstrasse e arriviamo al Donau Kanal. Da qui prendiamo il tram N. Come avevamo pianificato, arriviamo in Radetski Platz, e ci ficchiamo nel primo tipico vicolo viennese che si offre allo sguardo. Viste le condizioni atmosferiche, evitiamo consapevolmente la Hundertwasser Haus che si erge a due passi più in là e ritorniamo sul Ring. Prendiamo il tram 1 fino al Kunsthistorisches (vediamo anche il palazzo delle poste*). Poi visitiamo, che spettacolo, la fermata dell'Autobus 2A, poi scorgiamo il 57A e lo inseguiamo, notando l'eccezionale valore culturale che esso riveste. Haus des Meeres.Giungiamo senza indugio al nostro punto di ritrovo, il TanzCafè a ridosso di Maria Hilfer Strasse. Chiuso fino alle 21.00. Ci raggiungono Havana e Cey, poi Pol. Andiamo a degustare un tipico piatto di Kebab in una laterale di Maria Hilfer. Poi il Tanz Cafè. Bello, bravi. Spritzer, nicht weiss, aber rot. Ci raggiungono il Pizzuti e le altre Mädchen (Claudia, Sarah und Holga) e andiamo al Chelsea. Gürtel. Sotto la Metro rialzata. Bellissimo quartiere. Bravi, bravo Otto.Disco-ormone. Sudore, nudità e molestia. Si balla in 20 cmq senza conchiglia e senza armatura. Per sicurezza mi tengo la camicia di flanella e il maglione di lana. Ottima scelta. Per toglierli poi ho dovuto chiamare i bagnini del Worthersee. Tanzen trinken viel Spass. Recuperiamo il solito cappottume e torniamo alla neve. Vedo il primo Sexy-Shop per gay della mia vita. Mi rallegro e andiamo a prendere l'autobus.
TERZO GIORNOL'aglio ha preso il sopravvento sul mio corpo. Ma da Anker prendiamo n panini per vendicarci del viaggio di andata. Poseidone (che in Austria, non essendoci il mare, è dio delle ferrovie) così ci scherza. La lobby degli sbucciatori di tronchi, potente in Austria quanto quella dei tassisti in Italia, sotto consiglio della divinità getta del legname sui binari tra Klagenfurt e Villach, approfittando dei tafferugli seguiti alla bufera di neve domenicale. Ci troviamo così su una corriera diretta a Villacco, con un simpatico viaggiatore che esprimeva la sua indignazione affermando che in Italia, succedesse una roba del genere, avrebbero impiccato il sindaco in piazza. Molto bene.L'autoradio passa musica per giovani intellettuali come noi e sopravviviamo senza nemmeno dover fingere uno svenimento. A Villacco non c'è nessun treno che ci riporta in Italia. Io e Miguel optiamo la sbronza dura e dormire sulla neve fino a mattino. Facciamo amicizia con un viaggiatore del Chentacchi (Kentucky) che abbandoniamo al bancone del bar quando viene inaspettatamente annunciato un treno a noi utile. Bene, forse per mezzanotte e mezza potremmo essere a casa.Alla mia stazione, una meno un quarto, scende, allegro e barbuto, anche il tipo del Chentachi.E' stato tutto molto bello.
L'edifizio acquistato dal Dr. M durante il viaggio.
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...signùr..
Eccomi

autosigarettista, iperattivo a volte, spesso confuso
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