la mia stanza bianca

martedì, febbraio 26, 2008
De Andrè, Doctor Faustus e l'attesa

Credo succeda a tutti, confermatemelo: quando con commozione vi capita di guardare un'intervista a De Andrè, una sua arguzia, un suo motto di spirito con quella voce calda, perentoria, grave ma illuminata, non vi viene voglia di accendervi una sigaretta?

Oggi mi è andata di lusso: mi sono recato dal medico, ore 14.15, nel giusto anticipo per non dover attendere dieci interminabili visite prima di me. Infatti ero secondo. Sono riuscito ad entrare alle 16.30. E' andata bene. C'erano anche riviste più nuove del solito, alcune datavano addirittura a novembre. Non del 2006, del 2007! Comunque mi ero premunito, e facendomi scambiare per un informatore medico, con tutto il seguito di pensieri non detti che in sala d'attesa fanno pesare l'aria, nella mia valigetta ci avevo messo il Dottor Faustus.

- Caro nipote, quello che hai suonato oggi non è frutto di un primo esercizio.
- Che cosa vuoi dire, zio Niko?
- Non fare il nesci! Tu fai della musica.
- Che parolona!
- La quale ha già dovuto piegarsi a indicare cose molto più sciocche. Cotesto passaggio dal fa maggiore al la maggiore era veramente raffinato. Ci trovi gusto?

[Thomas Mann, Dottor Faustus, cap. VII]

Postato da: LoPadrone a 18:35 | link | commenti (5) |
musica, libri, filmini mentali

giovedì, maggio 24, 2007
leggo

«Essi vivono immersi in un mondo che si continua senza determinazioni, dove l'uomo non si distingue dal suo sole, dalla sua bestia, dalla sua malaria: dove non possono esistere la felicità, vagheggiata dai letterati paganeggianti, né la speranza, che sono pur sempre dei sentimenti individuali, ma la cupa passività di una natura dolorosa. Ma in essi è vivo il senso umano di un comune destino, e di una comune accettazione. E' un senso, non un atto di coscienza, non si esprime in discorsi o in parole, ma si porta con sé tutti i momenti, in tutti i gesti della vita, in tutti i giorni uguali che si stendono su questi deserti»
[C. Levi - Cristo s'è fermato a Eboli]

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libri

mercoledì, maggio 09, 2007
Asintoti obliqui

bene...
il buon Firefox, data una certa combinazione di tasti, torna indietro di pagina.
Tutto ciò che avevo scritto, è stato cancellato.
Ora piango.
..
.
Volevo solo ricordare come in quinta superiore si potesse sovrapporre Wittgenstein a Ginsberg a Groucho marx, e non farsi autocritiche preventive..
ma c'era dell'altro
..
.
e aveva a che fare con un dialogo avuto ieri sera.
e Princepss mi perdonerà, ma non ho voglia di riscrivere tutto.
Basti pensare a gonnelline azzurre e Grifoni e Finte Tartarughe, White Rabbit a manetta, vinaccia, incoscienza, volgarità gratuite e tanto, tanto, spensierato ridere.




«Come si chiameranno gli abitanti in fondo al buco?
Bucolici?
...bucatini?
...peli del culo?!?»

Postato da: LoPadrone a 01:38 | link | commenti (3) |
libri, filmini mentali

lunedì, marzo 05, 2007
manuale del perfetto bloggonauta cap. 1

Io vivere vorrei addormentato
entro il dolce rumore della vita

[Sandro Penna]


Sì, lavoro in biblioteca e ogni tanto ho il dovere di far vedere che so leggere. Ecco il perché delle citazioni.

Ho ripreso il vizio di nottambulare sui blog. Come se non mi bastasse stare davanti alla homepage di Libero tutto il giorno a spedire e ricevere mails.
Così so, ad esempio, le abitudini culturali degli adolescenti d'oggi. Mi tengo aggiornato.
Ogni educatore dovrebbe farlo: una volta per settimana andare su technorati e digitare liceo. Quindi passare dal fucsia-coltello-nella-retina della quindicenne per cui l'amicizia profonda è la cosa più importante Winnie Pooh dolcino la mia compagna di banco è una troia, allo sfondo con colata di sangue di lingua tagliata da lametta da barba emo Green Day le mie Converse cazzo mi ha delusa questa città è una merda dolcina punk.
Dolcina io dolcina tu.
Winnie the Pooh è una troia dolcina un po' emo.
I maschietti solitamente mettono foto del motore che vanno a modificare, con particolare enfasi quando esso è naked. Sì, sono meno profondi. E non scrivono cazzate: non ci riuscirebbero mai. A volte ci sono anche donne nude. Sia nei blogs maschili che femminili, solo che nel secondo caso i soggetti sono le stesse proprietarie del blog.

Postato da: LoPadrone a 23:24 | link | commenti (4) |
libri, filmini mentali

giovedì, maggio 04, 2006
sul filo

«Uomo dell'aria, tu colora col sangue le ore sontuose del tuo passaggio fra noi. I limiti esistono soltanto nell'anima di chi è a corto di sogni»
[Philippe Petit, Trattato di funambolismo, Ponte alle Grazie, 1999]

Ringrazio l'apprendista che mi ha fatto leggere questo libro. Nonostante io non avrò mai un Battesimo del Filo, ne ho assaporato per un istante la terribile disciplina, ne ho temuto la Paura.
Un giovane amico ha rimproverato la mia ammirazione per l'uomo che sfida il Vuoto: è solo questione di fisica e di equilibrio, qual è la difficoltà, mi dice! «Il terreno del funambolo è contornato dalla morte». Non v'è nulla da ammirare nella difficoltà, piuttosto possiamo riconoscere le perizia dell'artigiano che la supera, e la reinventa nella sua materia. Ma qui si parla d'altro...

Postato da: LoPadrone a 11:32 | link | commenti (2) |
libri, filmini mentali

mercoledì, febbraio 22, 2006
tragedie



Maestro di vita

Cosa dire... in questi casi le parole possono essere solo le sue. Noi si ascolta e ci si abbevera da tanta saggezza. Come fanno loro.


Bene, stasera vado a teatro a vedere il nono episodio della Tragedia Endogonidia, e siccome non ho idea di cosa "endogonidia" voglia dire, cercherò su Google. [pensate un po': sulla Treccani non c'è la voce "Endogonidio"] Poi condividerò con voi affezionati.

Detto, fatto:

«Il termine "Endogonidia" si riferisce a quegli esseri viventi semplici che hanno al proprio interno la compresenza delle gonadi:
ciò permette loro di riprodursi senza fine, secondo un effettivo principio di immortalità che esige, d'altro canto, una continua scissione da se stessi.
"Tragedia", al contrario, presuppone la fine dell'eroe, il quale, da subito, ha al proprio orizzonte la morte».
:: tratto da questo sito

Vi sapremo poi dire...

Postato da: LoPadrone a 14:54 | link | commenti (3) |
libri, arte

domenica, febbraio 05, 2006
randomize

Sono tentato di aprire un libro a caso e trascriverne un brano qualsiasi.
Giusto per riempire questa pagina "5 febbraio".

Ho lasciato gli occhiali in giro. Stare davanti al monitor è fastidiosissimo senza. [sono ipermetrope]

«Le piante di questo mondo non sarebbero riconoscibili al colore; perché non ne hanno. Soltanto quando c'è un tentativo di primavera, si potrebbe sentire il loro odore che ha però qualche cosa del fango. Vi è anche un abbozzo di Adamo; ma senz'anima. Non può parlare né vedere; ma sente che attorno a lui il fango si move; e ne ha paura.»
Federigo Tozzi, Il crocifisso, dalla raccolta Giovani.

Ecco, l'ho fatto!

pensavo...
...e se il PresDelCon stesse facendo anche il giro di tutti i blog?

Postato da: LoPadrone a 13:06 | link | commenti (8) |
libri, sciocchezze

martedì, dicembre 13, 2005
misteri

Credo che buona parte del segreto della vita sia racchiuso nelle urla di Wilson Pickett alla fine di Hey Jude.
Proprio così.

Tra l'altro, approfitto per fare gli auguri a Edoardo Sanguineti (noto sosia di Ron Wood), che domenica ha affermato di preferire i Rolling Stones ai Beatles. Gli ultimi gli paiono dei "Lordetti".
Una cosa è certa: il repertorio dei Beatles è stato reinterpretato in tutte le salse, un po' come le partiture di Bach, che funzionano anche se suonate scorreggiando, mentre se ai Rolling Stones togliamo le scatarrate di Keith "Gruccia" Richards la cosa sta già meno in piedi.
Ricordate qualche cover degli Stones diventata un successo? A me non me ne viene in mente nessuna... Forse Satisfaction fatta da Otis Redding.

"La poesia per me è sempre una provocazione, che cerca qualche solidarietà in chi legge. E' una forma di comunicazione di sensazioni, di idee e sentimenti, quasi immediata, così come avviene per la sua scrittura (rispetto all'affrontare, per esempio, una costruzione narrativa complessa). E' anche il motivo per cui, in un paese alfabetizzato, quasi tutti, almeno da giovani, scrivono poesie, Il guaio è che la maggioranza scrive, ma non legge e così la produzione media è sostanzialmente sottoculturale, confonde il poetico con la poesia. Ma è anche vero, per fare un esempio facile, che di Luciano Berio o di Rolling Stones non ne nascono tutti i giorni".
[Edoardo Sanguineti a Paolo Petroni, 12 Settembre 2003]

Postato da: LoPadrone a 14:09 | link | commenti (4) |
musica, libri

martedì, settembre 13, 2005
Gargamella docet

«Come fabbricare una statuetta conferendole una natura femminile... LA LISTA DEGLI INGREDIENTI: un briciolo di civetteria... un cucchiaione di partito preso... tre lacrime di coccodrillo... un cervello di gallina... un po' di polvere di lingua di vipera... un carato di bricconeria, un pugno di collera... un po' di tessuto di menzogna, naturalmente ricamato... un pizzichino di gola... un quartino di malafede... un altro di incoscienza... un tocco di orgoglio... un quartino di invidia... una manciata di sensibilità... un pizzico di sciocchineria... uno di astuzia...*»

* LA RESPONSABILITA' DI QUESTO TESTO E' SOLO ED ESCLUSIVAMENTE DELL'AUTORE DEL LIBRO "MAGICAE FORMULAE", EDIZIONI BELZEBU'

[Peyo, "La puffetta", in I puffi - Nel blu dipinto di blu]

Postato da: LoPadrone a 10:28 | link | commenti (11) |
libri, sciocchezze

lunedì, luglio 04, 2005
Giornate perse

Affermo che una buona parte dei Fleurs du mal sarebbe dovuta essere intitolata alla domenica pomeriggio. Ciò che si intende con Spleen altro non è che il ciondolìo del giovane chiuso in casa a cercare invano di combinare qualcosa. Qualsiasi cosa.

Rien n’égale en longueur les boiteuses journées, / Quand sous les lourds flocons des neigeuses années / L’ennui, fruit de la morne incuriosité, / Prend les proportions de l’immortalité.

Nulla eguaglia in lunghezza quei giorni zoppicanti / in cui, sotto pesanti fiocchi di nevose annate, / la noia, frutto della triste indifferenza, / assume proporzioni d'immortalità [LXXVII. Spleen, da Spleen et Idèal]

Il signor Baudelaire ritratto da Gustave Courbet in una domenica pomeriggio del 1850

Postato da: LoPadrone a 11:44 | link | commenti |
libri, sciocchezze

 

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