Vi capita mai di aver bisogno di scrivere?
Non saper cosa dire, ma aver voglia di dirlo.
Essere stanco e voler passare una serata a parlare, e aspettando la sera scrivere fogli e fogli.
Forse per averne riletti troppi.
Volerli scansare e sostituire con dei nuovi.
«Ho messo a stendere il doppio mento sul balcone e lavato via le rughe dalla faccia.
Bastava strofinare meglio con sapone e fantasia»
E l'estate prosegue, con il suoi profumi e le sue nostalgie.
Soprattutto non ascoltate "Farewell" di Guccini, se siete un po' più emotivi del solito.
E non ditelo alla Lia, che poi giustamente sareste pigliati per il culo.
maledette feste di laurea...
Brava LOo! 110/110 di pura oslavietà!
...e brava Rafa! 14 mojiti non preventivati
...il resto a voce...

A volte succede che il cuore si graffi, come le ginocchia del bambino che corre e scivola sulla ghiaia. Sì, credo che ci si possa sbucciare le ginocchia anche con qualche anno in più sulla schiena.
Non è che in sé faccia più male, è che la pelle è più vecchia. E il fisico non è più quello di una volta.
«Ho imparato silenzi invadenti riempire cassetti vuoti». Di questo non sono più troppo sicuro. Anzi, direi che una volta credevo alle persone, ora sono piuttosto sospettoso.
«If I swallow anything evil, put your finger down my throat». Ecco, piuttosto questo.
...Magro e livido, se ne stava seduto al buio, l'enorme testa tra le mani, pesante...
E dire com'era nato, figlio di Pasifae e di un toro sacrificale.
Un po' come tutti, combattuto tra la convivenza pacifica con sé stessi e con il prossimo, e l'istinto di fare «quello che hai appena fatto, ti ha fatto stare meglio».
Vado a mettermi l'acqua ossigenata sulle ginocchia.
Eccomi

autosigarettista, iperattivo a volte, spesso confuso
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