la mia stanza bianca

martedì, febbraio 26, 2008
De Andrè, Doctor Faustus e l'attesa

Credo succeda a tutti, confermatemelo: quando con commozione vi capita di guardare un'intervista a De Andrè, una sua arguzia, un suo motto di spirito con quella voce calda, perentoria, grave ma illuminata, non vi viene voglia di accendervi una sigaretta?

Oggi mi è andata di lusso: mi sono recato dal medico, ore 14.15, nel giusto anticipo per non dover attendere dieci interminabili visite prima di me. Infatti ero secondo. Sono riuscito ad entrare alle 16.30. E' andata bene. C'erano anche riviste più nuove del solito, alcune datavano addirittura a novembre. Non del 2006, del 2007! Comunque mi ero premunito, e facendomi scambiare per un informatore medico, con tutto il seguito di pensieri non detti che in sala d'attesa fanno pesare l'aria, nella mia valigetta ci avevo messo il Dottor Faustus.

- Caro nipote, quello che hai suonato oggi non è frutto di un primo esercizio.
- Che cosa vuoi dire, zio Niko?
- Non fare il nesci! Tu fai della musica.
- Che parolona!
- La quale ha già dovuto piegarsi a indicare cose molto più sciocche. Cotesto passaggio dal fa maggiore al la maggiore era veramente raffinato. Ci trovi gusto?

[Thomas Mann, Dottor Faustus, cap. VII]

Postato da: LoPadrone a 18:35 | link | commenti (5) |
musica, libri, filmini mentali

giovedì, febbraio 21, 2008
poeta, o sommo

Insomma stavo sistemando alcune delle mie canzoni per renderle presentabili a nuovi musicanti. Si sa: nel disco rigido ci sta un mucchio di cose, figurarsi dei piccoli documenti .txt... E figurarsi in una cartella dedicata ai testi, più o meno provvisori e abbozzati...
Sapientemente ignorati per anni, stasera ho ceduto alla tentazione, e quei fogli sono stati aperti.
Condivido con voi i titoli migliori, sperando di regalarvi qualche minuto di sana ilarità:
«Un bicchiere di ingenuità (Depressione Maggio)», «Canzone triste», «Spleen domenicale», e sul podio «Evitando platani».
Una tristezza irriproponibile.
La mia adolescenza si è protratta un po' più a lungo del normale. Alcuni versi, a onor del vero, non sono tanto tìneigeriali quanto Gozzaniani, e lì forse si salvano. Forse.
Comunque devo essere stato piuttosto scettico già quella volta, se non ricordavo la loro esistenza...
Visti i tempi voglio approfittare per regalarvi una chicca riemersa da questa serata, con tanto di citazione di Hemingway, scritta nel maggio 2001 durante la campagna elettorale più becera che la mia memoria politica ricordi. Sì: non ho una memoria politica tanto lunga. Lascio anche le indicazioni musicali, che fa figo.
Esegue il Prete Pilota:


Colpevole e giudice (PN - maggio 2001)

Synth solo


Un tempo camminavo a passo svelto
Sapevo dove non andare e là mi dirigevo
Ora vago lento mi guardo intorno
Senza nulla da cercare
In questo paese di pioggia e fango
Dove basta bere vino per essere filosofi
Un cane sporco per essere ribelli
E dieci numeri per non essere asociali

Synth e batteria

Chi era in giro in quel maggio elettorale
Ricorderà la colla sotto i piedi della gente
Quel frastuono insopportabile opprimente
Che lasciò solo ai sordi la libertà di votare
Questo cielo velato si fa sempre più gommoso
Nel tempo uniforme d'inizio millennio
Non so se apprezzare più il neo-terrorismo
O lo sciopero della fame di un radicale

Waltzer tutti, senza synth

Personalmente mi piace leggere il giornale
Ma tra un bisticcio politico
E un po' di tabacco preferisco il secondo
Che non può farmi male

    Synth solo, entrano gli altri
Tutti, con il tempo iniziale, senza synth

Il vecchio liceo è un mondo a sé stante
Muse inquietanti marciano nell'atrio
Cultura post-atomica e zero informazione
Una Mtv in carne ed ossa, lobotomia di massa
Il pensiero non è che un disco, una giacca sdrucita
Un sogno antico svuotato, un po' di colore
Ho disgusto dei sessanta, della grande illusione
Non sputo sopra ai morti ma alla cieca venerazione

Ed io resto sempre più indisponente
Più pigro più zitto più indifferente
Non so più far musica né scegliere parole
Mi ubriaco in disparte, non faccio l'amore.

Synth solo

Colpevole e giudice, colpevole e basta
Di seminare odio in un vaso di incoerenza
Così impotente così buono a niente
Dove trovo il diritto di parlare?

Waltzer tutti, senza synth

Qui mi appello alla democrazia
Dove anche il più idiota ha spazio anche al telegiornale
Ci sarà posto anche per me che vago lento
Mi guardo intorno e mi sforzo ancora di cercare

Eh... beata gioventù...

Postato da: LoPadrone a 01:07 | link | commenti (7) |
musica, attualità, filmini mentali

venerdì, febbraio 08, 2008
più rrosso, più rrosssso

«L'idea di "comunista" dei nostri servizi segreti era molto ampia. Tanto per chiarire, era considerato tale Norberto Bobbio e, con lui, i fratelli Galante Garrone. Anche socialisti e crociani di sinistra erano inclusi nella categoria, Eugenio Garin, per esempio. Si ha una conferma di questa impostazione nel settore delle case editrici. Erano considerate "comuniste", ovviamente, la Einaudi, la Feltrinelli, gli Editori Riuniti. Ma anche la Laterza di Bari, la casa editrice di Benedetto Croce».
[Aldo Giannulli, autore di Bombe a inchiostro, Rizzoli 2007]

Tutto qui? Dal '63 a oggi potremmo dire che "comunisti" sono diventati l'intera categoria "libro", la categoria "scrittore / studioso" escluso Marcello Veneziani, la categoria "laico", chi pacificamente "non ce l'ho coi negri", chi mangia Kebab, chi ha la sciarpa colorata.....

Postato da: LoPadrone a 13:05 | link | commenti (5) |
attualità

 

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