Come tessere di domino, parole trascinano altre parole con loro. Brevi lame dagli anni si sovrappongono allo sguardo quotidiano.
Nel tuo piccolo mondo fra piccole iene
anche il sole sorge solo se conviene
Così ti ricapita di essere in coda da ore sull'autostrada nei dintorni di Leipzig e rivivere quelle istantanee chiamate da lontano.
La testa è così piena che non pensi più..
Ti si aprono le gambe oppure le hai aperte tu?
Il letto sudato e il gusto perenne del chinino della Schweppes in gola. La necessità di restare lucido, e le braccia che tremano.
...aiutami a trovare qualcosa di pulito
E così quei pochi anni si fanno secoli nel mio ricordo. E si allontanano. distante, l'ultima tessera del domino cade.
Sogni.
Sono solo sogni, di cui l'alba nemmeno ti lascia memoria.
Sogni, che non sai raccontare.
O non vuoi dire.
Non puoi rivedere.
Accompagnano il caffè con un sapore di nostalgia.
E sale una malinconica voluta di ricordo.
Sogni, che non val far sapere.
Intensi come labbra calde premute sul collo.
Sogni che ti lasciano gli occhi socchiusi fino a mezzogiorno.
Che non vogliono dirti altro.
Che lasciano solo calde le mani. Calde le guance.
Sogni, che non sai raccontare.
Dedicato ai 115 € che ho sentito radiofonicamente essere necessari a vedere i Cream degli anni '80 - come li ha giustamente definiti Uobiz III all'ultima grigliata -.
Uobiz usava, nel ruolo di chitarrista, la stessa pedalina di Andy Summers. O almeno così diceva.
Essa produce tuttora rumori che avrebbero fatto la gioia di Carlo Enzo Stockhausen, quando questi ancora alambiccava tra gli oscillatori. Essa aveva il più bel fruscio che ci si potesse aspettare da un magnetofono Geloso del '56.
Essa non distingueva un input da un output, produceva inizialmente analogo armonico attorno ai 18.900 Hz.
Il suo delay, all'epoca all'avanguardia, suona ancora con qualsiasi strumento io accenda oggi. Nonostante la pedalina sia spenta da mesi.
da mesi
da mesi
mesi
mesi
mesi
esi
esi
si
si
si
La band nasce nel 2001 a Straccis, dove i componenti fondatori possono respirare a pieni polmoni quel clima culturale stimolante del pieno fervore della trebbiatura.
Proprio per distanziarsi artisticamente dalla moda del momento, i nostri decidono di sciogliersi, e togliersi il saluto almeno temporaneamente. La passione per la musica però li fa incontrare il mattino dopo, ancora sbronzi, a Messa prima, ed è lì che inizia definitivamente l'avventura della Super Mega Distortion & Devastating Solzariol Traveling Plastic Band.
Appassionati di carburatori, iniziano a sperimentare da subito sonorità informali, che già dalle prime esibizioni live nella bidelleria della dismessa Scuola Elementare locale stupiscono ed incuriosiscono la band stessa, che risentirà moltissimo, in futuro, di questi primi concerti a cui avevano la fortuna di assistere.
Studiano da subito l'impostazione grafica della copertina, indecisi se sarebbe dovuta essere di una testata settimanale, di una quindicinale, o di un saggio Einaudi. Tanta parte della loro notorietà oggi, infatti, è dovuta alla spregiudicatezza e alla contemporaneità dei loro packaging, studiati, come hanno loro stessi dichiarato, «per far impallidire il giovane Capitan Findus, che sarà giovanile, ma non è certo giovane dentro».
Nel frattempo iniziano a partecipare a concorsi di livello nazionale, con ottimi risultati.
In particolare si aggiudicano il Primo Premio del Concorso Agip, declinato con rara coerenza morale con lo scoprire che ai 1.768 punti della benzina i SMD&DSTPB avrebbero dovuto sommare 240 € per ritirare lo schermo ellecciddì;
la gara di durata dell'Ornitofila locale per aver continuato le prove fino alle 6.00 del mattino, ingannando la giuria che valutava il virtuosismo dei volatili con una prova di tecnica strumentale che li pone, senza falsa umiltà, a fianco degli Slipknot e di Nilla Pizzi;
l'Ombralonga di Treviso;
alcuni gadget del Bar Sport in omaggio con i boccali da litro di Birra Poretti No Export.
Proprio quest'ultimo meritatissimo riconoscimento li ha spinti, durante la Messa prima del dì dopo, a svoltare nuovamente pagina per sperimentare nuove formule sonore estreme, portandoli a mutare il loro nome in Super Mega Distortion & Devastating Solzariol Traveling Plastic Band No Export.
Sempre contro, e sempre davanti.
Perché "fare musica @#¡@ can !!@# porco. Cazzo bubbola!!"
Grandi ragazzi, continuate così!
Ma che bela publicità:
«Al primo incontro stupisce per il carattere scontroso.
Il secondo assaggio coinvolge i sensi.
La terza volta conquista con l'intensità del gusto.»
...
....
e sì..
quasi quasi mi somiglia...

perché io non ho paura di fare pubblicità, vè
Finito di mixare il demo giovedì notte, e conclusa ieri sera la rassegna musicale di cui responsabilmente responsabilizzavo.
Lunedì di tutto riposo, andrò a lavorare un'oretta più tardi, giusto per.
Della rassegna un ospite in particolare mi ha emozionato: il cantautore Cosimo. Non ho paura di fare pubblicità, vè, quindi vi invito ad andare a sentire le tre songs che trovate nel SuoSpazio.
Oggi voglio proprio vegetare.
Farò della passività un'arte.
Sarò l'artiere della sedia.
«Now me I play for fortunes
And those velvet curtain calls
I've got black limousine
And two gentlemen
Escorting me to the halls
And I play if you have the money
Or if you're a friend to me
But the one man band
By the quick lunch stand
He was playing real good, for free»
[Joni Mitchell,For free]
Eccomi

autosigarettista, iperattivo a volte, spesso confuso
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