la mia stanza bianca

giovedì, marzo 29, 2007
I wish this would be your color

Mi sfugge cosa fa pandàn con «temo di scorgia». L'idioma è l'antico e complesso afghano-veneto, dialetto diffusosi per lo più nel Friuli Occidentale, e lì parimenti estinto.
Comunque non ricordo di cosa volessi scrivere stasera. Va di lusso a tutti, perché probabilmente sarebbe stata una tirata sul tema «il passato e il suo possesso» che sta impegnando uno dei due neuroni, quando passa per di qua.
Ecco, se ne è già andato.
Nel MioSpazio dell'Uvetta ho riascoltato dopo millenni un brano che mi piaceva un sacco e ora continua a martellarmi nel cranio... mi ha fatto venire a mente la prima volta che ne vidi il videoclip.
Probabilmente c'era ancora una M verde in basso a destra dello schermo (o forse c'era già una V che campeggiava sopra la M), e probabilmente io stavo facendo zapping notturno sui canali dopo il ventesimo. Potete immaginare quanto me ne fregasse a me dei videoclip in tv. Guardavo solo Mixo e Red Ronnie quando erano fortunati.
E invece, durante uno dei passaggi sui canali sicuri che mascheravano il cazzeggio in caso di deambulazione parentale, ecco 'sti neon, 'sto gocciolume, 'sta tuberia e questa musica, così semplicemente bella.
Eccola (non sapevo si chiamasse anche così):

«Sabrina», Einstürzende Neubauten.

Postato da: LoPadrone a 00:59 | link | commenti |
musica, cinema, filmini mentali

sabato, marzo 24, 2007
zanzàn

La mia scrivania è una merda.
Aiuto.
Liberatemi dal ciarpame.

Ho comprato una Zanza (o Sanza, o Kalimba nella versione moderna).
Mi hanno già insultato in più di due.

Ora credo che investirò altri soldi in un Harmonium Indiano.
E' sempre meglio tenerne uno in casa.

Postato da: LoPadrone a 15:45 | link | commenti (10) |
musica, sciocchezze

domenica, marzo 18, 2007
sigarette

Ho scoperto questa proporzione:
più una canzone mi piace più mi fa voglia di fumare sigarette.
Se ascolto per la prima volta una canzone, e già comincio ad arrotolarmi una sigaretta dopo le prime battute, significa che mi sta prendendo già cuore stomaco e budella varie.

Ci sono dei dischi che si fermano solo alle rotule e ai piedi, come gli Stones, o Otis Redding, o qualche altra negritudine.

Ci sono dischi che devo inforcare gli occhiali, se andiamo a spulciare la colonnina dove tengo Bartok, Schoenberg, o i Tortoise.

Ma ci sono canzoni che mi atterrano senza diritto di replica, e allora magari se non c'è una grappa non succede nulla, ma bisogna fumare sigarette.

Quando combaciano con l'immagine che hai in testa, non te ne accorgi nemmeno e ti cantano già dentro senza che tu le abbia mai sentite.

Chi le ha scritte non può saperlo.


E io lì con gli occhi lucidi ad arrotolare.


Ho capito questa cosa del tabagismo quando ho ascoltato stamattina All'una e trentacinque circa. Quando è partita Una giornata senza pretese sono dovuto uscire con una sigaretta. Mi ricordava così da vicino quell'altra tabaccheria che è Tom Traubert's Blues...

Finchè qualcuno continuerà a scrivere canzoni così io non riuscirò mai a smettere di fumare.

 

Postato da: LoPadrone a 15:46 | link | commenti (8) |
musica

mercoledì, marzo 07, 2007
privo di argomenti validi

Che balle qui non passa più nessuno...
Mi pare un bar alle cinque del pomeriggio del 4 agosto.
Che pensieri quei posti.
Scendi dalla macchina giusto per comprare le sigarette, che a quell'ora devi star andando da qualche parte di importante per uscire allo scoperto. La maglietta appiccicata alla schiena sudata, ciabatti fino agli scalini. Lo riconosci il gusto dell'estate?
L'odore dell'asfalto caldo e dell'erba secca dei fossi appena falciati.
Con la mano ti fai largo tra i moscerini e poi schifato devi scostare quelle maledette tende che fan caldo solo a vederle. Quegli scovolini pelosi che perdono la lana finta a toccarli, che scendono giù al pavimento illanguidendosi molli. Ed eccoti, nella penombra fitta e un po' unta dell'ambiente senza ventilatore. Approfitti che il bancone sia in acciaio, appoggi gli avambracci per sentirne la frescura appiccicosa.
Camel perpiacere, mentre un rivoletto carezza la tempia.

Di nuovo fuori. Strizzi gli occhi per il sole, apri il pacchetto, senza vedere la fiamma accendi e confondi il fumo con l'aria appena meno calda che sale dall'asfalto.
Mi vedo già a sorridere mentre salgo in macchina.

Postato da: LoPadrone a 23:26 | link | commenti (4) |
filmini mentali

lunedì, marzo 05, 2007
manuale del perfetto bloggonauta cap. 1

Io vivere vorrei addormentato
entro il dolce rumore della vita

[Sandro Penna]


Sì, lavoro in biblioteca e ogni tanto ho il dovere di far vedere che so leggere. Ecco il perché delle citazioni.

Ho ripreso il vizio di nottambulare sui blog. Come se non mi bastasse stare davanti alla homepage di Libero tutto il giorno a spedire e ricevere mails.
Così so, ad esempio, le abitudini culturali degli adolescenti d'oggi. Mi tengo aggiornato.
Ogni educatore dovrebbe farlo: una volta per settimana andare su technorati e digitare liceo. Quindi passare dal fucsia-coltello-nella-retina della quindicenne per cui l'amicizia profonda è la cosa più importante Winnie Pooh dolcino la mia compagna di banco è una troia, allo sfondo con colata di sangue di lingua tagliata da lametta da barba emo Green Day le mie Converse cazzo mi ha delusa questa città è una merda dolcina punk.
Dolcina io dolcina tu.
Winnie the Pooh è una troia dolcina un po' emo.
I maschietti solitamente mettono foto del motore che vanno a modificare, con particolare enfasi quando esso è naked. Sì, sono meno profondi. E non scrivono cazzate: non ci riuscirebbero mai. A volte ci sono anche donne nude. Sia nei blogs maschili che femminili, solo che nel secondo caso i soggetti sono le stesse proprietarie del blog.

Postato da: LoPadrone a 23:24 | link | commenti (4) |
libri, filmini mentali

sabato, marzo 03, 2007
end de uiner is

«Vorrei che tu partissi con un tempo house
che iniziasse con via e che finisse con ciao»


Apro la posta di Libero (ou, ma quel sito è veramente una porcheria... le puttanate che ti propinano in homepage sono degno della peggiore edizione di Studio Aperto) e scopro che il vincitore del maggico feztival è nientepopodimenoche Daniele Silvestri.
La sua canzone l'ho sentita stamane alla radio, guarda te che coincidume. Non so cosa dire di Silvestri. Sembra faccia easy listening a tutti i costi. Sempre carino, s'intenda. Il Dado era stato accolto come un capolavoro del cantautorato anni '90, a ripensarci. L'altra sua canzoncina sanremese pensavo fosse un scherso, invece va avanti per questa strada, mi pare.
Comunque ho sentito anche Tosca, e un po' di Paolo Rossi.
L'impressione che ho è che ora sono tutti più attenti -dopo 23 anni da Creuza de Mä- alla tradizione popolare. Grazie al cazzo, direte, qualsiasi gruppo underground che non faccia post-rock fa musica folk (nelle accezioni di folkabbestia, pop-folk, folk-jazz, folkammadonna). Mi chiedo anche -dopo 23 anni da Creuza de Mä e 26 da Swordfishtrombone- che ruolo abbia il signor Capossela in questo viraggio color seppia. L'ho pensato intravvedendo Tosca su Blob (voice off: Comunista! Comunista!).
Bene, buon fine San Remo a tutti.
Io stavo ascoltando Anidride Solforosa di Dalla e Roversi fino a cinque minuti fa e mi sento di consigliarlo a tutti, belli e brutti.

«Va bene adesso controlliamo se ricordi la fine
quando dico ciao stacca tutte le spine
ciao»

A proposito... non hanno ancora selezionato un vincitore. Non fidatevi dei titoli di Libero.it

Postato da: LoPadrone a 01:36 | link | commenti |
musica

giovedì, marzo 01, 2007
festivalz (non sanremesi)

Come organizzatore non sono un granché.
Ho avuto tali mansioni solo da giovinaccio, quando con uno sparuto gruppetto di amici avevamo dato avvio al Progetto Giovani del mio paese. Poi organizzavo concerti di buon sano rock blues che non interessavano a nessuno, e mi sono arreso all'evidenza di NON essere giovane. Così ho smesso di impgnarmi su quel fronte.
Bisogna avere sintonia con i destinatari degli eventi perché questi ultimi possano ambire al successo.
Ora mi hanno dato una rassegna musicale e un festival di teatro di strada da organizzare. Se nel primo caso posso vantare qualche competenza, nel secondo direi che sto veramente brancolando tra siti web di improbabili fachiri, acrobati danesi e one man band con grancassa sulla schiena. Un po' frugando negli archivi di festival europei, un po' spolverando tra i ricordi di qualche serata passata a naso in su e mascella penzoloni.
Mah! Speriamo bene..
Se avete visto qualcosa di attinente che ricordate con stupore oooooh fatemi sapere. Accetto qualunque consiglio.

Postato da: LoPadrone a 14:08 | link | commenti (1) |
musica, arte, sciocchezze

 

Eccomi

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