Ho una crisi per l’anti-americanismo.
Nel senso: c’è in questi giorni sulla carta una proliferazione di blabla dedicato al presunto revival del fenomeno “yankees go home”, altrimenti detto ANTI-AMERIKANISMO.
Neanche a dirlo, il sarcasmo degli scribacchini si spreca: i manifestanti sono coraggiosi miliziani con fucili anticocacola pronti a piazzare mine antimacinato ogni qualvolta il BurgerDetector emetta un segnale e via dicendo. (occhei quest’ultimo me l’ero inventato…)
Riporto uno stralcio per amor di cronaca (da Il Gazzettino odierno).
«Lì, dove dovrebbe sorgere il nuovo centro del militarismo di Bush, ecco sfilare le pasionarie, le mamme che espongono i bimbi contro l’Impero e promettono di dare alle loro creature un futuro di pace, cioè di libertà dal vassallaggio americano. E via così. […]
Ahmadinejad. E’ il Nuovo Eroe, il Grande Resistente contro la prepotenza amerikana nel mondo. […] Cina. Sono sempre gli amerikani, vedi anche con Saddam, a macchiarsi del terribile abominio della pena di morte. E la Cina?».
1a analisi: è ormai consuetudine, per ridicolizzare l’avversario ideologico, usare il linguaggio dei cinegiornali italianissimi e arditi di quella volta (“esponeva, fiero ed impassibile, il proprio sano e robusto fanciullo, giovine fiore della nuovissima Italia, contro il molle e viliacco Impero” ecc.).
2a analisi: l’anti-americanismo sembra essere ben radicato nella mente di chi lo avversa. Un po’ come il comunismo, dottrina politica che sopravvive, pura e incontaminata, in una piccola parte della sinistra parlamentare, ma nell’intero elettorato forzaitaliota.
3a analisi: nessuno deve provare a riflettere, nemmeno privatamente parlando con la moglie o con i gatti, su di una qualsivoglia decisione del Pentagono e/o Casa Bianca. Si materializzerebbe davanti alla base di Ederle con un figlio esposto contro l’Impero. (Non è tuo? Maledetto comunista te lo sei mangiato!)
4a analisi: cosa cazzo c’entra la pena di morte in Cina?!?
5a analisi: quanto inchiostro buttato nel cesso.
Esito: la satira anti-anti-amerikana è ciò di più offensivo, lesivo dell’intelligenza umana, basso, volgare –vedi lo sketch su Ahmadinejad- si possa trovare in commercio in questo momento.

No, aspetta, no… deve esserci sicuramente qualcosa d'altro.
...non c’è mai limite al peggio...
-venditori peruviani di corna da renna e parrucche che ingenuamente credevo imitassero a perfezione il cinguettìo di diverse specie di uccelli, anche estinti, e non che avessero dei minuscoli fischietti in bocca- .
Ma quanti bei negozi da visitare con le amiche.. (ho già affrontato l'argomento qui)
e) Plaza de TorosDonovan - Season Of The Witch
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