la mia stanza bianca

venerdì, novembre 24, 2006
adolescenza parte seconda

Ogni tanto questo blog si riposa. Il piacere dello scrivere è vinto dal piacere di chiacchierare davanti a una birretta, e così sia.
Una cosa vorrei dirla.
[Caspar D. Friedrich, Viandante in un mare di nebbia]

La gita piemontese della PiccolaOrchestra mi ha fatto scivolare in una nuova adolescenza. La sensazione che il buon Guccini descrive con "...a vent'anni si è stupidi davvero, a vent'anni è tutto chi lo sa..." sbrilluccica sulla mia barba accorciata (da Stubborn). Chi lo sa?
Perché il desiderio di mettersi a nudo davanti a tutti? Perché quelle parole tanto premurosamente custodite chiedono con forza di uscire? Qual è il segreto?

Il giullare deve divertire la sua corte. Ma dentro è perché vuole condividere il suo male, alleggerirsi così del fardello. Credo sia questo.

Sono triste perché sono felice
non capite
perché voglio         ricordare
    la nebbia
          appiccicata sul maglione
) dai guanti neri
    -quelli con le dita tagliate-
non era tabacco che fumava:
scoprivo di essere
il Signore della nebbia
Pensare che ero senza
                                        coppola
      brillantina fumosa
                            (ma senza filtro)
mi insudicia i capelli ora
Vecchio ubriacone
    -mi diranno-
"Che fine hai fatto
       se eri senza barba?"
Sono andato a sentire
                                           il tonfo della (spuma) sulle dighe
                                                                       onde del cotonificio
                                           le fontane
                                                                (giocciolii sconci)
                                                                         dal rubinetto chiuso
                                  Forse i miei passi
                                                         su un asfalto triste
                                  Forse (era felice anche lui)
                                  Forse      me

[Signore della nebbia, autunno 1996]

Postato da: LoPadrone a 01:44 | link | commenti (4) |
musica, filmini mentali

giovedì, novembre 09, 2006
così per dire

Stamattina dovrò andarmi a comprare una custodia per la nuova tastiera, e un microfono. Troppi soldi, so già io. Mi vien male.
 
La scorsa settimana finalmente la mostra dei disegni dei bambini è andata , il catalogo del fumetto africano va in tipografia oggi, mi mancano solo i quadri della prossima mostra da andare a ritirare (casa per casa, collezionista per collezionista) e poi pausa.
 
Più che pausa, partenza. Trasferta torinese. Sembra quasi un mini-tour, da come si sta delineando. La PiccolaOrchestra sarà catapultata nella frizzante gioventute piemontese, e ne dovrà uscir viva. Tutti quei cappellini da baseball con le barbe sfatte sotto... bisogna abituarcisi.


Quando avevo diciott'anni salire sul palco era una delle emozioni più belle. Poteva essere il palco di una sagra, di un festival, il palchetto di un pub o l'angolo di un due metri quadri di bar. Darsi un'occhiata e attaccare. E tirare, tirare, tirare, fino a Whipping Post, allora sapevamo che potevamo rilassarci. Bere le ultime tre o quattro birre, qualche grappa, prendere quei due soldi che il gestore allungava e andare a dormire sereni. Non aspettavo altro che avere una data. Per poter appoggiare lo stand delle tastiere da qualche parte, davanti a qualcuno che mi avrebbe ascoltato. Per urlare quando Uobiz III avrebbe tirato quella corda sulla terza maggiore. E sometimes I feel like I'm dyin'...

Postato da: LoPadrone a 11:11 | link | commenti (7) |
musica

 

Eccomi

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