la mia stanza bianca

mercoledì, luglio 26, 2006
buon agosto

Bene. Mi scuso per la prolungata assenza, ma il lavoro mi impedisce di aggiornare questo blog come andrebbe fatto.
La novità è che STUBBORN è ora Dottoressa in Disegno Industriale (spero che la dicitura sia corretta). Quindi, piccola pausa torinese di tre giorni a birra e salsicce (o salsiccie), e ora di nuovo sotto.
Congratulazioni a Stubborn quindi, e buone vacanze a tutti voi che migrate o che state ancora in ufficio o fabbrica con o senza condizionatore!

Postato da: LoPadrone a 14:08 | link | commenti (10) |
sciocchezze

martedì, luglio 11, 2006
glu

c'è un motivo simpatico e frizzante per cui la sera scorsa mi sono sbronzato (mi HANNO sbronzato) con tanta decisione...

molto clacson, molto festa, molto bira, tuti alegri
viva!

la canzona che io propone lì imparte è dedicazio di mia persona al evento

Postato da: LoPadrone a 02:02 | link | commenti (4) |
sciocchezze, attualità

sabato, luglio 08, 2006
langui tu che languo anch'io

Il blog langue.
Ne avrei da dire, però...

Poco tempo e poca voglia. -che vergogna-

Le mie canzoni hanno preso una strada che non è quella del cassetto. «La batteria, il contrabbasso eccetera» diceva qualcuno ed ho seguito il consiglio.

Giovedì sera ho assistito alle danze del minotauro. Quello che un tempo era il Corvo Torvo. «...questo sciamano, un giorno, ha sfidato Mefisto all'ultimo bicchiere di Jack... da quella volta, con enorme rispetto, il maligno lo vuole sempre accanto a sé nelle serate migliori...» le parole dell’ing.S all’indomani dei Baccanali. Non mi sento di aggiungere altro. Scrivere mi sta diventando estraneo. Sentimento ed espressione si sono momentaneamente dissociati nelle mie sinapsi.

Le cose cambiano. Stiamo accanto ad una bottiglia fino a notte fonda a ricordarcelo. “Avere tutto, o quasi tutto, da sbagliare” non è più il nostro mestiere. Siamo fuori tempo. Stanno venendo a chiederci il conto. Cercavamo la serenità desiderando l’inquieta urgenza. Non perderemo l’innocenza forse –è un augurio- ma frugare nel cassetto delle parole è più difficile quando stanno lì nel fondo coperte dalle piccole soddisfazioni quotidiane.

Non c’è tristezza in quello che scrivo, non fraintendetemi. Non sono io l’uomo in frack, come ben sai, io porto solo un cappello.

Parole di un anno fa:

"22 marzo 2005

Non sono più il poeta
che credevamo fossi
non ne ho quasi motivo.
Preferisco ridere
bere l’ultimo bicchiere
di qualcosa di forte
abbracciare un amico
aspettare il treno
la mattina poi la sera
e tornare a casa stanco.
Non ho amore tremendo
a condurre curve
e magia sulle pagine.
Sempre troppo ubriaco
o troppo poco per liberare
quei pochi sogni che
hanno imparato
a restare abbracciati al cuscino
e se mi volto indietro
è solo una svista una ragazzata.
"

Eppure no.
Voglio ancora pisciare sugli angeli
e strapparmi la gola in blues.
Chiedo il benestare al mio cappello.

Postato da: LoPadrone a 23:27 | link | commenti (9) |
musica, filmini mentali