la mia stanza bianca

giovedì, giugno 29, 2006
SS. Pietro e Paolo

A volte vorresti scrivere e condividere le sensazioni che senti. Quelle che non fermi nelle vene. E poi il computer si blocca, immobile non reagisce più. E pensi che forse è meglio così, le parole che scorrono come un fiume dopo la pioggia stanno meglio in una canzone, sopra un pianoforte o nell’odore di polvere e carta, che su un monitor, lette magari di passaggio, senza il vino giusto.

…e l’orchestrina attacca “Viaggio di un poeta”
dico alla zia:«che malinconia»; «pensa io» mi risponde lei…

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filmini mentali

venerdì, giugno 23, 2006
sessione estiva

Odio vedere questo blog allo sbando, ma come è noto questo è il periodo, per ogni studente universitario, della sessione d'esami estiva, nel mio caso l'unica a fare testo...
Quindi passo il tempo leggendo saggi e manuali di storia dell'architettura contemporanea. Di spunti se ne trovano parecchi, ma soprattutto, se dovete metter su casa, non provatevi a piantar su colonne, archi, fogliami, candelabre, stracce e cacate: Loos non ve lo perdonerebbe...

L'ornamento è forza di lavoro sprecata e perciò è spreco di salute. E così è stato sempre. Ma oggi esso significa anche spreco di materiale, e le due cose insieme significano spreco di capitale.
[...]
la forma di un oggetto resiste tanto a lungo, vale a dire che viene sopportata tanto a lungo, quanto a lungo dura fisicamente l'oggetto. E cercherò di spiegarmi: un abito muterà più frequentemente di forma che non una preziosa pelliccia. Il vestito da ballo della donna, destinato a vivere solo una notte, muterà più presto di forma che non una scrivania. Ma guai se si dovrà cambiare scrivania altrettanto presto quanto il vestito da ballo, perché la sua forma è diventata insopportabile! In tal caso il denaro speso per quella scrivania sarebbe denaro perduto.
[Adolf Loos, Ornamento e delitto, 1908]

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arte

martedì, giugno 20, 2006
AutoCelebrazione ed. 2006

L'anno scorso era inequivocabilmente Stephen Stills, quest'anno ho avuto più difficoltà...

Twenty-five years and my life is still
Trying to get up that great big hill of hope for a destination
And I realized quickly when I knew I should
That the world was made up of this brotherhood of man
For whatever that means
And so I cry sometimes when I'm lying in bed
Just to get it all out what's in my head
And I am feeling a little peculiar
And so I wake in the morning and I step outside
And I take a deep breath and I get real high
And I scream at the top of my lungs what's going on?
And I say, hey hey hey hey! I said hey, what's going on?
and I try, oh my god do I try! I try all the time, in this institution
And I pray, oh my god do I pray! I pray every single day for a revolution

Linda Perry

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musica, sciocchezze

domenica, giugno 11, 2006
radio!

Ho ripreso ad inserire una colonna sonora, che mi impegnerò a rinnovare con una certa frequenza. Forse in futuro inserirò una playlist da cui scegliere, o da mandare in loop, comunque per ora potete premere play e beccarvi la mia selezione musicale. Se avete suggerimenti, sono ben accetti!

In sostanza, ora c'è un radiolina nella stanza.

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musica

venerdì, giugno 09, 2006
commiato

Un saluto sincero ad Enzo Siciliano. Una persona sconosciuta, di cui non ho mai nemmeno udito il tono o l'inflessione della voce. Di cui non conosco l'allegria o il tormento degli occhi. E nemmeno il ritmo del passo, o il vociare delle mani. Di cui conosco solo la grafia, quella già tipografica, non di pugno ma di pensiero.
E non aspetterò più, di settimana in settimana, quel piccolo volto un po' chino, che mi racconti la sua musica, senza altro interesse se non il piacere di incuriosirmi, di consigliarmi, o di bacchettarmi, a volte -su Brahms, sicuramente.
Perché una rubrica è questo: un incontro, a cadenza regolare, atteso con impazienza e con la voglia di stupirsi, o di ritrovarsi lì, tra quelle frasi lette da un autore inconsapevole, di cui ci si inventa, mentalmente, la voce.

Oggi ho scartato il Venerdì con un po' di commozione, sapendo che quella che mi sarei trovato davanti sarebbe stata l'ultima colonna.
Giacinto Scelsi. Non poteva essere commiato migliore.

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musica, attualità

mercoledì, giugno 07, 2006
il bassista è un chitarrista mancato

Mario Mafai, Il suonatore di fisarmonica, 1954-56; Galleria comunale di Cagliari.


Sono un fisarmonicista mancato. Vorrei stare a suonare fino alle tre di notte alle sagre, con la gente al banco che pesta i piedi e ai tavoli si gioca l'ultimo scarto.

Da quando ho finito la terza media compro tastierine. Sì, quelle elettriche con tutte le lucette. Quando avevo sedici anni ho avuto la crisi dell'Hammond. Volevo vendere il pianoforte che i miei mi avevano comprato (quale irresponsabilità) e comprarmi un organo Hammond. Con tutte quelle valvole, quel mobile bellissimo, quel suono di zabaione... e invece un'altra tastierina che ne riproduce, anche se in maniera eccezionale, il suono. E amplificatori, Leslie, sintetizzatori, un robivecchi musicale con quei quattro soldi di un po' di settimane alla volta in fabbrica.
Non la fanno più la plastica di una volta, quella che si consuma, si mangiucchia… e il vinile! i rivestimenti di vinile che sono sempre sporchi, perché è impossibile pulirli, non c’è modo di sgrassare tutto quello che ci si è rovesciato sopra in trent’anni di palchi e sale prove.

E tutto questo?

No, non te la porti dietro una tastierina, men che meno il leslie. Non è che se ti gira al bar tiri fuori dalla macchina una prolunga di corrente, una ciabatta, un trespolo, un amplificatore, minimo un cavo. Quando provi ad accendere han già staccato la corrente da un pezzo, appena ti vedono l’occhio matto. Bisogna saper cavalcare l’istinto del momento.

E così questa Sbacco & Burani made in Castelfidardo -non bagigi insomma- sta lì, regalo di un prozio, nella valigia di cartone di cinquant’anni fa. E provo, provo, a suonarla, che bella dico; sì è vero ha il mantice rotto e qualche ancia incastrata, ma diavolo che bella. E non riesco a darci con la mano sinistra, e la destra si inciampa allora bisogna suonare allo specchio, così vedo dove sono…

E alle sagre mi tocca andarci solo per bere.

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musica, filmini mentali

domenica, giugno 04, 2006
olotit aznes

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filmini mentali

venerdì, giugno 02, 2006
senza titolo



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filmini mentali