la mia stanza bianca

martedì, maggio 30, 2006
sett

Desidero fare un regalo preventivo al neo-ministro per i Beni Culturali Francesco Rutelli, e consigliarne la lettura a tutti i lettori della stanza: Salvatore Settis, Italia S.p.A., Torino, 2002.

 1) La concezione del patrimonio culturale come un insieme organico (di opere, monumenti, musei, case, paesaggi, città) strettamente legato al territorio che lo ha generato.
2) L’idea che questo patrimonio nel suo complesso costituisce un elemento portante, irrinunciabile, della società civile e dell’identità civica, prima dei cittadini degli antichi Stati e poi dei cittadini italiani.
3) Di conseguenza, la centralità del patrimonio artistico nelle strategie di gestione dello Stato, e l’impegno dello Stato a proteggerlo o assicurandosene la proprietà o stabilendo norme di tutela applicabili anche a quanto resta in mani private. [pag. 21]

 Scrivo queste cose mentre aspetto che il caffè venga su. Un po’ di fretta e senza cuore. Ascoltatevi Song to the Siren, e sarete ripagati da una serie di post un po’ così…

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder

Postato da: LoPadrone a 21:16 | link | commenti (7) |
musica, arte, attualitĂ 

venerdì, maggio 26, 2006
...lo chiamavano Playstation

quando accompagnavo mio cugino a fare service di qua e di là dell'acqua. quando l'ennesimo gruppo metal intonava Paranoid e io gli sparavo il faro rosso sulla batteria ad ogni colpo di cassa. con quel misero controller fatto in casa, quattro interruttori - a intermittenza se spingevo, accesi fissi se tiravo - che sembrava proprio un joypad. due fari rossi, due gialli, due blu, e un paio di alogene da giardino dietro a far da fondale...

quanto tiene il dimmer? e che cazzo ne so...

e in questi giorni a far la scimmietta su e giù per la torre scenica (proprio!) del piccolo auditorium, a fissar fari alle cantinelle, far nodi alle corde e litigare con la maledetta scala di alluminio retrattile, mi sono tornati in mente quei quattro cazzo di fari che odiavo montare, perché chissenfrega delle luci se c'è un concerto, ma poi vai giù di cassa e luce rossa e via di bui e silenzi... e grazie a Playstation dicevano dal palco....

Postato da: LoPadrone a 21:17 | link | commenti (3) |
filmini mentali

giovedì, maggio 25, 2006
«La differenza cristiana»

Ho letto queste righe in un colloquio apparso ne L'Espresso 25 maggio 2006 tra Daniela Minerva ed Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose e autore del libro che dà il titolo al post. Mi sono piaciute e le rilancio qui.
Dice Bianchi:

«Il mondo non è più cristiano. Non siamo più in una cristianità in cui possiamo dettare la legge. E le nostre norme etiche non diventano automaticamente diritto. La società e la sua cultura dominante sono ormai lontane dal cristianesimo, ma i cristiani dovrebbero ricordarsi che hanno uno strumento formidabile per testimoniare i valori ispirati dal vangelo e custoditi dalla Chiesa: la loro stessa condotta di vita.
Se c'è assenza di Dio nella vita sociale, dovremmo chiederci quanto non dipenda anche dai cristiani e dalla loro incapacità a farsi comprendere e, in certi casi, dall'ambiguità della loro testimonianza».






Simone Martini, S. Martino divide il mantello con un povero, 1317 ca., Basilica inferiore, Assisi.

Postato da: LoPadrone a 14:10 | link | commenti (1) |
attualitĂ 

martedì, maggio 23, 2006
che palle di post

...remember...

Ho visto I colori dell'anima: mi è sembrato la parodia di un'epoca. Ma presa sul serio. C'erano i poveri, matti e buoni, e i ricchi arroganti e boriosi. Modigliani l'eroe tragico e modì (maudit), e Picasso tutte arie e provocazioni. Per l'amor di Dio, per fare un melodramma (certo non brutto) serve proprio scomodare un paio di nomi famosi e modì?

...what the dormouse said...


Ho pensato che la generazione che ha vissuto la Resistenza è ormai al lumicino. Mio nonno ha 89 anni. Enzo Biagi è un «vecchio rancoroso». L'eredità della Costituente, con tutte le contraddizioni e le distorsioni della Storia, sta morendo, e mi pare che dietro al telo resti solo la solita tavolata di mafiosi. Se vogliamo far nascere l'esperienza repubblicana nel nostro Paese dalla Guerra di Resistenza contro i nazi-fascisti, forse abbiamo creduto nella nascita di un aborto. La Resistenza, a tutt'oggi, non è considerata da tutti una vittoria, legittima, della libertà. Ma da certi un sopruso. O un tradimento. E, oggi che nessuno può più testimoniarne i valori, le varie organizzazioni fasciste, mascherate al vertice con ottima educazione e galateo, si riavvicinano alle stanze dei bottoni. Coperte, come sempre, dalla stessa classe dirigente, affamata di potere, clientelare, mafiosa e cinica che ci governa.

Vado a mettere su due spaghetti.


...feed your head...




...ah già! Tutto è arte!









[Marcel Duchamp, ruota di bicicletta]

Postato da: LoPadrone a 13:06 | link | commenti (13) |
cinema, attualitĂ 

sabato, maggio 20, 2006
ora di aggiornare

Mentre ascolto un gioioso e solare Jeff Buckley, scrivo qualcosa nel giorno delle nozze della mia amica Baba. Dato che è il primo matrimonio a cui assisto di amici vicini e coetanei, spendo una riflessione sul fatto che, effettivamente, qualche anno fa non mi si gonfiava la Bierbauch dopo una serata fuori o qualche grigliata di troppo. E comunque non ci mettevo due settimane per tornare agli addominali asciutti e scolpiti che mi contraddistinguono.

Detto ciò:
argomento lucciole di notte spettacolo dei fossi non lo tocchiamo
argomento il mio conpiuter ha bisogno di un condizionatore interno non entusiasma
argomento mi è arrivata la mail-questionario "Conosciamoci meglio" forse attirerebbe gli strali censori dei più

Morte pretendo
o Turandotte in sposa!
[C. Gozzi, La principessa Turandot]

--> Attenti... Pomponio Amalteo vi guarda...

Ieri ho fatto un'azione deplorevole.

Sono uscito dal bar senza scappare, ma con la bevanda non finita, anzi: appena iniziata. Una pinta di Newcastle lanciata lì per finire il fusto. Ma era troppo tardi. Spero che San Bancone mi perdoni.

«Nei primi anni sessanta, a causa dell'inquinamento dell'aria, e, soprattutto, in campagna, a causa dell'inquinamento dell'acqua (gli azzurri fiumi e le rogge trasparenti) sono cominciate a scomparire le lucciole. Il fenomeno è stato fulmineo e folgorante. Dopo pochi anni le lucciole non c'erano più. (Sono ora un ricordo, abbastanza straziante, del passato: e un uomo anziano che abbia un tale ricordo, non può riconoscere nei nuovi giovani se stesso giovane, e dunque non può più avere i bei rimpianti di una volta.)»

[P. P. Pasolini, Il vuoto del potere in Italia, dal Corriere della sera, 1° febbraio 1975]

Postato da: LoPadrone a 13:24 | link | commenti (8) |
sciocchezze, filmini mentali

lunedì, maggio 08, 2006
Maestro LoP.

Oggi è un gran giorno!
Ho imparato a voler bene a Finale. Dopo anni di litigi, bestemmie, rigetti e rimpiante rinunzie, finalmente sono riuscito a trascrivere una parte di otto battute, con rispettivi accordi, al primo colpo e senza incazzarmi con le terzine inventate, scritture stocastiche ( e 'stocazzo), e plink! irritanti ogni battuta.

I piccoli traguardi son quelli che fanno bene al cuore.

Postato da: LoPadrone a 15:42 | link | commenti (11) |
musica

domenica, maggio 07, 2006
il nuovo

Sfogliare D (la Repubblica delle Donne) a volte si rivela molto interessante. Sicuramente molto più che sfogliare il Venerdì o la stessa Repubblica. Ho sottomano il supplemento CASA, così passo in rassegna una teoria di immagini perfettamente composte, nitide, classiche, che mi propongono oggetti atti all'affermazione di uno status socio-culturale. Rivedo le facciate di van Doesburg nelle nuove case di mille materiali dell'élite californiana, così luminose, piene di aria e di serena agiatezza, con i loro diaframmi di vetro sottile, ricordo di Tugendhat Haus che domina Brno dall'alto. Vedo la nuova pagoda di Andreu, immersa in una vasca nei quartieri gioiosi di Pechino, contenitore per teatri e sale da concerti. Afferma Paul Andreu: «In Cina sta succedendo quello che in passato è successo in Francia: si fa tabula rasa del vecchio per costruire il nuovo. Certo, spesso questi vecchi edifici [gli hutong, quartieri popolari del centro. n.d.LP] erano insalubri, mal costruiti, con servizi igienici comuni e impianti elettrici antiquati... Quando poi si provvedeva alla loro ristrutturazione, vi si insediava una clientela ricca, e quella dimensione vitale e allegra, propria del quartiere, veniva in ogni caso perduta». Via dai Sassi! dicevano a Matera.

Mi chiedo, però, se le discipline dell'architettura e del design abbiano ancora come oggetto l'uomo e i suoi bisogni, o non si stiano identificando con loro stesse, in un'involuzione autoreferenziale mascherata da nuova avanguardia, sulle ceneri del post-moderno.

Postato da: LoPadrone a 14:13 | link | commenti (3) |
arte

giovedì, maggio 04, 2006
sul filo

«Uomo dell'aria, tu colora col sangue le ore sontuose del tuo passaggio fra noi. I limiti esistono soltanto nell'anima di chi è a corto di sogni»
[Philippe Petit, Trattato di funambolismo, Ponte alle Grazie, 1999]

Ringrazio l'apprendista che mi ha fatto leggere questo libro. Nonostante io non avrò mai un Battesimo del Filo, ne ho assaporato per un istante la terribile disciplina, ne ho temuto la Paura.
Un giovane amico ha rimproverato la mia ammirazione per l'uomo che sfida il Vuoto: è solo questione di fisica e di equilibrio, qual è la difficoltà, mi dice! «Il terreno del funambolo è contornato dalla morte». Non v'è nulla da ammirare nella difficoltà, piuttosto possiamo riconoscere le perizia dell'artigiano che la supera, e la reinventa nella sua materia. Ma qui si parla d'altro...

Postato da: LoPadrone a 11:32 | link | commenti (2) |
libri, filmini mentali

 

Eccomi

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