la mia stanza bianca

martedì, marzo 28, 2006
10.000

Con un po' di ritardo, annuncio e festeggio le prime
! 10.000 visite !


e premio con un festoso peto il sig.
MagisterRuttorum, che mi ha assicurato di essere stato il 10.000esimo visitatore!!

Con questo vi lascio il quesito della serata:
- qual'è quell'uccello notturno che fa il verso di una papera di gomma?

Stavo fumando una sigaretta e mi sentivo questo squeek attorno...

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sciocchezze

giovedì, marzo 23, 2006
Freud ne direbbe

Ecco il sogno rivelatore avuto tra le 8.30 e le 9.30 di ieri mattina:

Nel bagnetto esterno, a casa mia, Gugli imbraccia una Les Paul nera e comincia a suonare l'Aida di Rino Gaetano, con mia sorella che lo segue cantando, in atmosfera festaiola.

Poco più in là, sul fiume, due gruppi di partigiani sembrano avere uno scontro: un combattente viene preso e gli viene puntata la pistola alla testa, ma la tensione scema presto e l'allegria torna a regnare tra i resistenti.

Uno di loro, un partigiano albanese dal collo taurino, maglia attillata rossa con scritta "Albania" sulla manica, arriva in bicicletta a conversare con me, fuori dal bagnetto dove si suona Aida.

L'omone, con molta saggezza, mi consiglia di smettere con le serate fuori, che poi il mattino è un trauma: insomma, secondo lui devo  smettere di bere.

Ieri sera, prima di coricarmi, ho avuto un impellente desiderio di Coca-Cola, sedata da un gingerino e acqua minerale naturale.


Afro Basaldella, La tartaruga, 1966

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filmini mentali

mercoledì, marzo 15, 2006
alleanze elettorali

PADRE UBU. Allora, capitano, avete cenato bene?
CAPITANO BORDURE. Benissimo, signore, tranne la merdra.
PADRE UBU. Eh! non era cattiva la merdra.
MADRE UBU. Ognuno ha i suoi gusti.
PADRE UBU. Capitano Bordure, ho deciso di farvi duca di Lituania.
CAPITANO BORDURE. Come, vi credevo molto pidocchioso, Padre Ubu.
PADRE UBU. Tra qualche giorno, se vorrete, regnerò in Polonia.
CAPITANO BORDURE. Ucciderete Venceslao?
PADRE UBU. Non è sciocco il tipo, ha indovinato.
CAPITANO BORDURE. Se si tratta di uccidere Venceslao, ci sto. Sono suo nemico mortale e rispondo dei miei uomini.
PADRE UBU (gettandosi su di lui per abbracciarlo). Oh! Oh! vi voglio un gran bene, Bordure.
CAPITANO BORDURE. Eh! mi appestate, Padre Ubu. Ma non vi lavate mai?
PADRE UBU. Di rado.
MADRE UBU. Mai!
PADRE UBU. Guarda che ti pesto i piedi.
MADRE UBU. Grossa merdra!
PADRE UBU. Andate, Bordure, con voi ho finito. Ma, per la mia candela verde, giuro sulla Madre Ubu che vi farò duca di Lituania.
MADRE UBU. Ma...
PADRE UBU. Taci, mia dolce fanciulla...

[Alfred Jarry, Ubu Re, Atto I, scena IV]

Postato da: LoPadrone a 13:09 | link | commenti (18) |

sabato, marzo 11, 2006
baraonda a Milano

Che bravi, ma che educati mentre compunti marciano con i loro stivaletti neri.
Ordinati, puliti e profumati, a sventolare orgogliosi le loro bandierine nere.
E guardali là, quei delinquenti teppisti che non hanno rispetto per nulla e per nessuno.
Brutti, sporchi, senza un lavoro, senza decoro. Sicuramente drogati.
Che gran lezione di correttezza, di dignità istituzionale, di pacifica manifestazione, hanno dato loro oggi.

Ma guardali là, i Centri Sociali. Spazzarli via...

«nn ho proprio parole x esprimere questa incivilità!
queste persone ke fanno queste cose
nn meritano di vivere!!
la prossima volta ke mi avvicina qualkuno di qualke centro sociale gli sputo in faccia e gli urlo:
IO VOTO LA LEGA!!!
essi gente..
sempre mejo leghisti ke socialisti come quelli!
vabbe tutto sommato il pome è stato bellissimo soprattutto i miei panta della guess ke mi sn comprata!!!
ade vi lascio ke vado a prepararmi x stase!!
le bello!!!»
[da un blog trovato tramite Technorati.com: ricerca "Milano"]

Insomma, si sa:
se bisogna fare il quarantotto, bruciare auto, spaccare vetrine lo si fa la domenica dopo la partita. Impariamo dai pacifici manifestanti di oggi pomeriggio.
Che bravi, ma che ordinati. Duce! Duce! E a chi dan fastidio?
Così si diventa rispettate forze governative.


Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.
-L. 20 giugno 1952, n. 645, comma 1-

Duce! Duce! A volte succede che qualcuno si faccia male. Il più delle volte però dai, è negro o albanese.
Ma il corteo aveva solo da insegnare. Bravi, puliti, rassicuranti.
Non fosse per quei comunisti drogati.
Lavori forzati. E ripagare tutto quello che han rotto. Altrochè.

Postato da: LoPadrone a 23:46 | link | commenti (12) |
attualità

venerdì, marzo 10, 2006
remembering Dodo (or Dronte)

In Nuova Guinea continuano a trovare specie di esseri viventi finora sconosciute oppure credute estinte.
Secondo me è una notizia eccezionale. Significa riscoprire una concezione di "Pianeta terra" che credevo sepolta.
La paura, sempre rinnovata, che la società nutre per una probabile imminente autodistruzione, nasconde tutto ciò che di reale e di vivo esiste a questo mondo. I tempi delle grandi esplorazioni, del truce colonialismo ottocentesco, dei Livingstone e dei Conrad hanno portato alla distruzione del mondo che conoscevamo, quello familiare devastato dalle due guerre novecentesche. Quello che succede poi, invenzione dell'economia e della comunicazione moderna comprese, è storia nota. E qualcuno trovò anche il tempo di farsi una passeggiatina sulla luna. L'impressione che un po' tutti hanno è che fra qualche tempo la terra sarà da buttar via.
Queste nuove "scoperte", però, fermano per un attimo il senso di inutilità dell'intero sistema. Perché, nonostante tutto, nonostante l'essere umano, la vita continua imperterrita. Al di fuori della Storia, al di fuori della Scienza. Non catalogata, non macinata dallo scorrere fittizio dei "minuti-uomo", del tempo che quantifichiamo per determinare una produzione.
E adesso a nessuno servirà sapere che esistono rane grandi quattordici millimetri, granchi bianchi e pelosi, microorganismi che riescono a vivere nei laghi salati a 3.000 metri di profondità, e uomini che camminano su quattro zampe. Non ci si fa la spesa. Ma a me dà speranza. Non riesco a spiegarlo bene, ma la consapevolezza concreta dell'esistere al di fuori del nostro sapere, lontano dalla nostra area di influenza, mi conforta.

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attualità, filmini mentali

martedì, marzo 07, 2006
riproviamo

Sì.
Siamo stati a Vienna.
Svolgerò di seguito un breve resoconto dei fatti.
Mi affido al mio compagno di viaggio nel caso qui si pecchi di realtà storica.

GIORNO PRIMO
Arriviamo alla Südbahnhof molto affamati, in orario. In treno, nel nostro scompartimento, quattro fanciulle avevano  scartato davanti ai nostri occhi, nell'ordine: 2 tramezzini prosciutto e funghi, 2 panini al prosciutto e formaggio, 2 senduicis di pane nero con salame, formaggio e ortaggi, 2 filoni farciti con pollame e salse, 2 ciabatte ravvivate da cacciagione e primizie di vallata, 2 cammelli, quattro piedi di strudel per dessert.
Avana e il Bosco ci aspettano sulla banchina e ci scortano alla magione del Cey, al 10. Bezirk, sud della città.
Primo giro tra le amenità del capoluogo asburgico.
OOOooOOoooOOOooOhhh...
Bravi, molto bravi. Tutto bello. Tutto molto magniloquente. Visitati tutti i musei, il Kaiserhof, il parlamento, il municipio, altri edifizi. Molto bravi. Fuori dal municipio i chioschi e la pista di pattinaggio. Fuori dal municipio due giri e mezzo di Glühwein (si legga vin brulè da mezzo). Ci raggiunge Peter, pianista svizzero, si parla si ride si scherza. Cala il buio si va a mangiare. Centimeter VI.
Knoblauchsuppe (zuppa d'aglio - da menzionare le precedenti quattro tartine di patè e fette d'aglio mangiate alla CeyHaus): un pitale di sano e corroborante consommè di aglio. Putenschnitzel (cotoletta di tacchino): due cotole da mezzo adagiate su un letto di Pommes Frites. Gli altri avventori si fanno portare un rotolo di alluminio per conservare il non ingurgitato e tirare di rendita la settimana successiva, noi si sceglie la strada più eroica. Becherovska, giusto per tentare l'effetto muriatico in stomaco. Andiamo a berci una birra.
Localino. Bello, bravi, molto bene. Calcio balilla. Due birre. Gli autoctoni ci sfidano. Scene umilianti. Decisamente umilianti.
REGOLE ASBURGICHE: si posano 50c sul vetro che copre il campo da giuoco, chiamando cortesemente la sfida; al proprio turno, ci si toglie il primo strato di indumenti; il centravanti NON può segnare; i ganci sono ammessi; triangolazioni, cross, uso del libero, simulazione di falli, simulazioni di subbuteo sono tutti AMMESSI. La velocità non è un discrimine. A loro non serve per umiliare.
Tü-wi. Centro sociale che ama le basette. Con noi anche Trevigialisa.
Bla bla bla glu glu glu glu. Glu glu.
M° Bosco esprime tutta la sua friulanità con le donne autoctone. Egli le respinge, nonostante i loro sforzi di farsi piacere. Un più all'uomo. Qualcuno mi ruba il pacchetto di sigarette. Ci raggiunge Pol. Bla bla bla glu glu glu. Il furto di sigarette mi turba. Flex

E' il locale più famoso di Vienna, ci passano tutti. C'è un altro calcio balilla. Ma sappiamo dire no. Lasciamo la cappottaglia al guardaroba. Una rotula mi scappa via. La bella sala del Kunsthistorisches Museum esponeva le più belle tele del cinquecento nordico, da Bruegel il Vecchio a Martin Schöngauer. Tutto molto bello, mentre scrivevo le impressioni sul mio taccuinetto.

GIORNO SECONDO

M° Bosco mi ha lasciato dormire da solo. Non importa. Ma così facendo sveglia Dottor M che esce di casa rischiando di perdersi. Sperava di farsi scippare le borse oculari, ma niente. Poco dopo l'alba, attorno alle cinque del pomeriggio, decidiamo quindi di visitare la città. Ci incamminiamo sulla strada, percorrendo gli stessi cento metri più volte in entrambe le direzioni, per non perdere alcun particolare. Turbati dalla nostra puntigliosità, decidiamo di prendere la metropolitana, e giungiamo, saggiamente, sul ponte sul Danubio.
Questa fu poesia. Silenzio, il blu dell'aria al tramonto coperto, la neve che scende e si scioglie sull'acqua, ci avvolge il cuore.
Camminiamo nell'assoluto silenzio per qualche tempo, ma non arriviamo da nessuna parte, così torniamo alla metro. Arriviamo al Prater. Imbocchiamo a piedi la Praterstrasse e arriviamo al Donau Kanal. Da qui prendiamo il tram N. Come avevamo pianificato, arriviamo in Radetski Platz, e ci ficchiamo nel primo tipico vicolo viennese che si offre allo sguardo. Viste le condizioni atmosferiche, evitiamo consapevolmente la Hundertwasser Haus che si erge a due passi più in là e ritorniamo sul Ring. Prendiamo il tram 1 fino al Kunsthistorisches (vediamo anche il palazzo delle poste*). Poi visitiamo, che spettacolo, la fermata dell'Autobus 2A, poi scorgiamo il 57A e lo inseguiamo, notando l'eccezionale valore culturale che esso riveste. Haus des Meeres.
Giungiamo senza indugio al nostro punto di ritrovo, il TanzCafè a ridosso di Maria Hilfer Strasse. Chiuso fino alle 21.00. Ci raggiungono Havana e Cey, poi Pol. Andiamo a degustare un tipico piatto di Kebab in una laterale di Maria Hilfer. Poi il Tanz Cafè. Bello, bravi. Spritzer, nicht weiss, aber rot. Ci raggiungono il Pizzuti e le altre Mädchen (Claudia, Sarah und Holga) e andiamo al Chelsea. Gürtel. Sotto la Metro rialzata. Bellissimo quartiere. Bravi, bravo Otto.
Disco-ormone. Sudore, nudità e molestia. Si balla in 20 cmq senza conchiglia e senza armatura. Per sicurezza mi tengo la camicia di flanella e il maglione di lana. Ottima scelta. Per toglierli poi ho dovuto chiamare i bagnini del Worthersee. Tanzen trinken viel Spass. Recuperiamo il solito cappottume e torniamo alla neve. Vedo il primo Sexy-Shop per gay della mia vita. Mi rallegro e andiamo a prendere l'autobus.

TERZO GIORNO

L'aglio ha preso il sopravvento sul mio corpo. Ma da Anker prendiamo n panini per vendicarci del viaggio di andata. Poseidone (che in Austria, non essendoci il mare, è dio delle ferrovie) così ci scherza. La lobby degli sbucciatori di tronchi, potente in Austria quanto quella dei tassisti in Italia, sotto consiglio della divinità getta del legname sui binari tra Klagenfurt e Villach, approfittando dei tafferugli seguiti alla bufera di neve domenicale. Ci troviamo così su una corriera diretta a Villacco, con un simpatico viaggiatore che esprimeva la sua indignazione affermando che in Italia, succedesse una roba del genere, avrebbero impiccato il sindaco in piazza. Molto bene.
L'autoradio passa musica per giovani intellettuali come noi e sopravviviamo senza nemmeno dover fingere uno svenimento. A Villacco non c'è nessun treno che ci riporta in Italia. Io e Miguel optiamo la sbronza dura e dormire sulla neve fino a mattino. Facciamo amicizia con un viaggiatore del Chentacchi (Kentucky) che abbandoniamo al bancone del bar quando viene inaspettatamente annunciato un treno a noi utile. Bene, forse per mezzanotte e mezza potremmo essere a casa.
Alla mia stazione, una meno un quarto,  scende, allegro e barbuto, anche il tipo del Chentachi.
E' stato tutto molto bello.

L'edifizio acquistato dal Dr. M durante il viaggio.

Postato da: LoPadrone a 01:21 | link | commenti (7) |
viaggi

lunedì, marzo 06, 2006
Schlafen in der U-Bahn

....................................................
...signùr..

Postato da: LoPadrone a 01:36 | link | commenti (7) |
viaggi

giovedì, marzo 02, 2006
a lunedì

È una settimana che non mi faccio più vedere qui.

Ho avuto molta musica in testa. Sabato e domenica ho suonato. Ho cantato dei blues. Ho fatto il primo incontro con gli attori sul palco, assieme ai giovani musicanti del liceo. Ho pensato alle mie canzoni. Camminando la notte avanti e indietro in giardino, sigaretta e un rosso sul davanzale. E tutta questa musica in testa.

Domani vado a Vienna. Io e il dottor M ce ne andiamo a farci un giro di walzer in terra asburgica. Ci avevo girato intorno due anni fa, andando e tornando da Katowice. Tutto il nuovo ring. Forse non era proprio la Wien che vedrò domani. Quindi buon viaggio a noi. E buon fine settimana a chi resta.


In bocca al lupo a Giù, che si è fatta un bel po’ di bua... Rimettiti in fretta!

Postato da: LoPadrone a 20:27 | link | commenti |
viaggi, musica

 

Eccomi

Utente: LoPadrone
autosigarettista, iperattivo a volte, spesso confuso

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