Nuovamente, sono slacciato dalla rete ADSL..
Ecco il perché di cotanto silenzio.
Che ne è stato di noi?
Nulla di particolare.
Degno di nota è stato MagisterR, quando con una sola memorabile digestione notturna riuscì a scandire «Nabucodonosor re di Babilonia». Ora gira il nord-est ed intrattiene gli operai in pausa nelle fabbriche, che hanno registrato un inspiegabile calo di produttività. Così facendo, egli approfitta per lasciare il suo Curriculum Vitae, uno struggente campionario di frasi foneticamente complicate da esporre con gran vanto dopo litri di spuma.
Il mio sogno attuale è quello di poter osservare una balena. Sì. Mentre si rotola nell’acqua. E non tiratemi fuori la storia del Tamigi, che è colpa di Gianpippa, etc. etc. etc.
Io voglio vedere una balena di quelle grandi. Laggiù nel mare aperto, dove solo Capitan Findus (quello vero, non il figaccione con nipotini a carico che mostrano adesso) poteva osare.
L'altra mia intenzione è quella di pubblicare una fanzine dedicata esclusivamente a Mary Caciolla.
E se qualcuno l'ha mai vista, vi prego, svelatemi il mistero. Chi è la magica donna senza volto che ogni mattina disquisisce con Vladimir Luxuria, per mia somma ilarità?
Volevo scrivere un post.
Avevo in mente certa musica intimista, senza motivo. Sapete, quelle cose tipo Nick Drake, Red House Painters, Mogwai.
Già cominciamo male, direte voi. Se non altro perché non c’entrano un cazzo tra di loro, e sono tutti e tre una paranoia allucinante. [A me ogni tanto mettono serenità. Sì: degli oppiacei nelle orecchie. Ma se posso evito.]
Insomma il post è uscito. Purtroppo. È una riflessione inconsapevole sul senso della creatività umana. Quella che i galleristi e i critici poi chiamano “arte”.
Mi dispiace. Giuro che non volevo.
A volte sensazioni, intuizioni, memorie imprecise e sfumate si fermano, dolci e melanconiche, appena sotto lo sterno e vi imprimono un peso.
Chi le chiama nostalgie. Chi ne soffre ed è solo maledetta tristezza. Chi ci ricama romanzi.
Così sfumate e vaghe, a pensarci. Come un profumo o i primi giorni d’autunno.
Così dense e palpabili ad avercele lì.
Così come sono, non possono essere, fuori di noi.
Quando il senso di tutto, della terra e del sangue, dei mille volti là fuori e degli altrettanti dentro, della coincidenza infinita e continua, del passato e del presente emerge, lì tra stomaco e gola, sentiamo il bisogno di dargli una forma per poterci infilare le mani. Trarne le dita grondanti e sentirne consistenza e odore.
Ho letto che sta per uscire un nuovo disco di Capossela. Ciò mi riempie di curiosità.
Jean-Francois Raffaelli - "I bevitori di assenzio" (1881 ca.)Bè, insomma, ora lavoro due ore al giorno in un piccola biblioteca.
Son cose strane. Finito il tempo degli interminabili 'prima di cena'.
Rimandati i voli pindarici sui tavoli di legno macchiati di vino. Le grandi opere letterarie nate lì le finiremo chissà quando.
Ma ci studieranno comunque i nostri figli. E i nipoti rivolteranno gli archivi per sapere di noi.
Abbiamo ancora tanto da imparare da noi stessi.
Cose strane. Dover rinunciare.
E sempre, non aver concluso nulla. E lì il tempo a ricordarci che si sta facendo tardi, che lui non ha tempo, non ci può aspettare in eterno.
E noi a diventar vecchi, e a tirarlo per la giacchetta.
!! tanti auguri Stubborn !!

Spero che i miei non vadano in follia vedendo questo nuovo design al posto dei vecchi pulsantoni di Explorer......e il travasar m'è dolce in questo mare...
Dopo un risveglio ahimè segnato da una pessima asma (allergica), mi sono dedicato al lavoro manuale e ho imbottigliato trentadue bottiglie di buon vino rosso, per il fabbisogno mio e del MagisterRuttorum, mascherato come "vino da pasto della famiglia Padrone".
Affronto così un argomento leggero ma non superficiale venendo incontro alle esigenze degli utenti (O.B. ti dò il pluralia majestatis, hai visto?) che chiedevano meno poesia e più donne&motori. Per esperienza: il vino mette sempre d'accordo tutti.
aggiornamento
Mio padre mi aveva convinto di aver sprecato, a beneficio del pavimento delle straccie, ben tre o quattro bottiglie. Ma rifacendo i conti, con la certezza che i recipienti usati hanno capienza 0,75 L:
32,5 butilie X 0,75 litri = 24,375 litri.
Mancano all'appello 0,625 L, che non fanno nemmeno un'unità B. Faceva freddo e non avevo sensibilità sulle dita.
Comunque sia, c'è da vergognarsene.
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